E d’improvviso ti ritrovi di fronte ad una spiaggia, illuminata dalla luce del pomeriggio: immensa, un fuori scala in cui le persone sembrano soldatini abbandonati da qualche bambino.

La sabbia è talmente fine e chiara che penso che i costruttori di clessidre vengano qui a rifornirsi. Immergo un dito nelle piccole onde di granellini formati dal vento e mi rendo conto che il diametro di ognuno di questi è talmente piccolo che la sola umidità del mio dito li fa attaccare alla pelle. Realizzo che questa sabbiolina mi verrà dietro come souvenir clandestino sui vestiti, nelle scarpe, per un bel pezzo.

Ho come compagno solo il vento, deciso, da nord, che cerca di farsi notare con raffiche decise. Il sole che tramonta non riesce più ad avere la forza di scaldare la pelle. È troppo impegnato ad affondare lentamente nel mare del Nord.

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