OLANDA

Texel. Sabbia, fari e libertà.

Natura, nel senso comune, si riferisce a essenze immutate dall’uomo; lo spazio, l’aria, il fiume, la foglia. Cercavo questo quando ho scelto Texel, nelle Isole Frisone come meta di un viaggio fotografico di esplorazione, alla ricerca di libertà, fari e spiagge. Mi ha colpito la possibilità di girare tutta l’isola in bicicletta, ho fatto quasi 200 km sulle piste ciclabili. Il giusto equilibrio tra natura e costruzione dell’uomo. Ho attraversato i diversi paesaggi: le dune di sabbia, la parte boschiva, le oasi naturalistiche. Ho osservato le spiagge da casa per settimane attraverso la webcam e una volta arrivato mi sono reso conto della loro reale dimensione. C’è spazio per tutti. Fin troppo forse.

Tramonto sulle dune di Texel
Tramonto sulle dune di Texel

La sabbia è talmente fine e chiara che penso che i costruttori di clessidre vengano qui a rifornirsi. Immergo un dito nelle piccole onde di granellini formati dal vento e mi rendo conto che il diametro di ognuno di questi è talmente piccolo che la sola umidità del mio dito li fa attaccare alla pelle. Realizzo che questa sabbiolina mi verrà dietro come souvenir clandestino sui vestiti, nelle scarpe, per un bel pezzo.

Salgo su una piccola collina e guardo il sole tramontare nel mare, colorando le spiagge di arancione. Devo coprirmi dal forte vento che spazza e si infila ovunque. Per fortuna ho portato l’abbigliamento che uso per la montagna. Il faro di Texel e le case attorno ad esso sono gli unici elementi che separano il verde della terra dai toni arancioni e blu del tramonto nel cielo.
La bellezza dei tramonti ripaga tutti i sacrifici, il freddo, la solitudine, che sei disposto a pagare.

Il faro di Texel durante il tramonto
Le tipiche pecore di Texel brucano sull’argine che difende il polder dal mare
Spiagge infinite e fuori scala