La definizione di una foto “al volo” dovrebbe abbastanza coincidere con questo scatto. Ero in Cina, nella città di Xi’An, gironzolando da solo nel caldo pieno di odori della sera. Non cercavo nulla in particolare, lasciavo correre lo sguardo su volti, scorci, azioni. E all’improvviso mi sono ritrovato in controluce lei. Appoggiata ad un parapetto, su una piazza sottostante. Circondata da migliaia di pailletes rossi dell’insegna del sottostante centro commerciale, e dalle luci che sembravano indirizzate verso di lei, ma non puntate direttamente. Non so se mi abbia più attirato il fatto che fosse in una posa sognante, oppure l’intero colpo d’occhio scenico. Ho in fretta tirato fuori la reflex, appoggiatomi su un muretto, e fatto questo ed un altro paio di scatti.

E d’improvviso, come nelle migliori situazioni, tutto si spegne. Le luci della piazza, quelle dietro di lei. Qualche secondo in più e non sarei riuscito a fare nulla. Guardo la foto e mi rendo subito conto che mi colpisce, mi lascia qualcosa. Ad oggi non so ancora sia perché la mia mente pensi che stesse attendendo una risposta ad un messaggio sul cellulare, o semplicemente guardasse le luci della città pensando a qualcuno. Per correttezza vado dalla ragazza e le mostro il risultato. È molto sorpresa e contenta. Ride in soggezione con le sue amiche di questo scatto. A gesti la ringrazio e la saluto, lasciandola su quel terrazzo. Il titolo è stata la parte più facile, perché mi ricordava un verso della canzone “Better man” dei Pearl Jam. Grazie a te, ragazza in rosso, per avermi lasciato scattare una delle foto a cui più sono legato.

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